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Sveglia!


Se mi chiedessero se sono felice, probabilmente direi di sì, perché in buona parte sarebbe vero. Sono felice di ciò che ho, di quello che mi sono guadagnata e di come sono arrivata a questa fase della mia vita. Sono felice di tutto quello che ho vissuto, sono felice perché ho dei ricordi immensamente belli, ho passato dei periodi stupendi, sono felice perché tutto questo non è affatto scontato. Basta guardarsi intorno appena, per rendersi conto di come essersi potuti costruire dei ricordi felici, non sia scontato. A volte quando mi lamento di ciò che non ho o di ciò che vorrei, o addirittura quando mi lamento di quello che ho, succede che subito dopo mi sento stupida. Con questo non voglio dire neanche che sia giusto non lamentarsi mai, “ognuno ha le sue”, ognuno ha qualcosa per cui lamentarsi, o per cui piangere, arrabbiarsi, di cui non essere soddisfatto, certo. Ma succede molto, forse troppo, spesso, di provare frustrazione per qualcosa di molto effimero. Lo so, lo so, ciò che è effimero o meno è soggettivo, dipende non solo dalla persona, ma dal momento, dalla situazione, da tanti fattori. Ma diciamolo, pensiamoci fortemente, non serve andare troppo in là con la memoria, probabilmente basta ripensare all’ultimo mese: chiediamoci quante volte nell’ultimo mese ci siamo fatti “salire il chiccherone”, o ci siamo sentiti afflitti, o ci siamo lamentati per qualcosa che probabilmente ha poi fatto il suo corso, o che poi è diventato meno importante, o che ancora, ci ha insegnato qualcosa o dato un nuovo input o punto di vista. Probabilmente tutti noi troveremo almeno un qualche episodio del genere nella nostra memoria e forse potevamo in quel momento sprecare le nostre forze in un modo più costruttivo o meno noioso.
Questa riflessione mi viene dalla mia stessa esperienza, è come fosse post it per me stessa, per rifletterci io per prima e ricordarmi che ho tanti motivi per essere felice e devo ringraziare così tanto sia me stessa che tante altre persone per avere questa vita, a volte piena, a volte più vuota, a volte divertente, a volte un po’ triste, a volte facile, a volte dura, a volte colorata, a volte grigia, ma pur sempre un vita felice.
Ebbene sì, negli ultimi giorni mi sono lamentata, non ho ammorbato nessuno, ma me stessa sì (ho anche il ciclo l’ammetto, non per giustificarmi); mi sono lamentata di quello che non ho, o meglio di ciò che non ho ancora raggiunto. Mi sono sentita frustrata, anche un po’ sola, come capita a tutti di sentirci quando ci piangiamo un po’ addosso…e adesso, seduta davanti al pc sul mio terrazzino, tra le mie piante e il profumo di menta, con il tramonto davanti e un accenno di luna, avevo proprio voglia di darmi due sberle, per dirmi “Sveglia!!!”. Invece di picchiarmi, ho scelto di scrivere, di condividere quella che forse è una sensazione che tutti proviamo, chi più spesso, chi meno, per chiederci in realtà tutti insieme, se ne vale la pena o se magari non sia meglio prenderla a morsi più spesso la vita, piuttosto che avere voglia di darsi due sberle dopo. Ci rifletto qui con voi, scriverlo mi aiuta a visualizzarlo, a tenerlo a mente, forse a capirlo meglio… forse a sentirmi meglio...
Se ti chiedessero se sei felice, prima di rispondere, guardati intorno, o guarda in alto, o guarda dove vuoi, ma guarda veramente.

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