Se mi
chiedessero se sono felice, probabilmente direi di sì, perché in buona parte
sarebbe vero. Sono felice di ciò che ho, di quello che mi sono guadagnata e di
come sono arrivata a questa fase della mia vita. Sono felice di tutto quello
che ho vissuto, sono felice perché ho dei ricordi immensamente belli, ho
passato dei periodi stupendi, sono felice perché tutto questo non è affatto
scontato. Basta guardarsi intorno appena, per rendersi conto di come essersi
potuti costruire dei ricordi felici, non sia scontato. A volte quando mi
lamento di ciò che non ho o di ciò che vorrei, o addirittura quando mi lamento
di quello che ho, succede che subito dopo mi sento stupida. Con questo non
voglio dire neanche che sia giusto non lamentarsi mai, “ognuno ha le sue”,
ognuno ha qualcosa per cui lamentarsi, o per cui piangere, arrabbiarsi, di cui
non essere soddisfatto, certo. Ma succede molto, forse troppo, spesso, di provare
frustrazione per qualcosa di molto effimero. Lo so, lo so, ciò che è effimero o
meno è soggettivo, dipende non solo dalla persona, ma dal momento, dalla
situazione, da tanti fattori. Ma diciamolo, pensiamoci fortemente, non serve
andare troppo in là con la memoria, probabilmente basta ripensare all’ultimo
mese: chiediamoci quante volte nell’ultimo mese ci siamo fatti “salire il
chiccherone”, o ci siamo sentiti afflitti, o ci siamo lamentati per qualcosa
che probabilmente ha poi fatto il suo corso, o che poi è diventato meno
importante, o che ancora, ci ha insegnato qualcosa o dato un nuovo input o
punto di vista. Probabilmente tutti noi troveremo almeno un qualche episodio
del genere nella nostra memoria e forse potevamo in quel momento sprecare le
nostre forze in un modo più costruttivo o meno noioso.
Questa
riflessione mi viene dalla mia stessa esperienza, è come fosse post it per me
stessa, per rifletterci io per prima e ricordarmi che ho tanti motivi per
essere felice e devo ringraziare così tanto sia me stessa che tante altre
persone per avere questa vita, a volte piena, a volte più vuota, a volte
divertente, a volte un po’ triste, a volte facile, a volte dura, a volte
colorata, a volte grigia, ma pur sempre un vita felice.
Ebbene sì,
negli ultimi giorni mi sono lamentata, non ho ammorbato nessuno, ma me stessa
sì (ho anche il ciclo l’ammetto, non per giustificarmi); mi sono lamentata di
quello che non ho, o meglio di ciò che non ho ancora raggiunto. Mi sono sentita
frustrata, anche un po’ sola, come capita a tutti di sentirci quando ci
piangiamo un po’ addosso…e adesso, seduta davanti al pc sul mio terrazzino, tra
le mie piante e il profumo di menta, con il tramonto davanti e un accenno di
luna, avevo proprio voglia di darmi due sberle, per dirmi “Sveglia!!!”. Invece
di picchiarmi, ho scelto di scrivere, di condividere quella che forse è una
sensazione che tutti proviamo, chi più spesso, chi meno, per chiederci in
realtà tutti insieme, se ne vale la pena o se magari non sia meglio prenderla a
morsi più spesso la vita, piuttosto che avere voglia di darsi due sberle dopo.
Ci rifletto qui con voi, scriverlo mi aiuta a visualizzarlo, a tenerlo a mente,
forse a capirlo meglio… forse a sentirmi meglio...
Se ti
chiedessero se sei felice, prima di rispondere, guardati intorno, o guarda in
alto, o guarda dove vuoi, ma guarda veramente.

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