Passa ai contenuti principali

Post

Il Virus della bipolarità

L’amore ai tempi del Corona-Virus si mostra pieno di difficoltà, ci mette alla prova e in alcuni casi ci fa sviluppare una pazienza sopra le aspettative, in altri ce la esaurisce quella pazienza. Ognuno sta prendendo questa situazione in maniera diversa, ognuno la sta subendo in modo diverso, perché ognuno ha i suoi problemi da superare in questo momento, che siano economici, psicologici, siamo un paese in fermo e questo porta con sé che l’anima corra molto più veloce di quanto può fare il nostro corpo. C’è un disaccordo totale tra mente e corpo e non è facile trovare un equilibrio in questo divario, trovare quel punto in cui si incontri la nostra parte interiore che corre nel mondo, con la pratica delle nostre azioni ferme a qualche tempo fa quando il mondo si è bloccato. L’amore ai tempi del Corona-Virus… ci fa confrontare in modo più aspro non solo con l’altro ma anche e soprattutto con noi stessi in relazione all’altro, con cose che nella normalità non si ha il tempo di provare...
Post recenti

Al tavolino di un bar, immaginando...

Mi è sempre piaciuto molto scrivere all’aria aperta; in un parco poggiata sull’erba, o seduta al tavolino di un bar con un cappuccino… una bolla da cui osservare il mondo. Ne ho proprio bisogno. Stare seduta alla mia scrivania a casa non mi basta spesso, ad un certo punto non ho più molto da dire, un mondo troppo piccolo, lì dentro c’è solo il mio mondo, mi mancano gli altri, mi manca l’aria, la gente che cammina, o che corre, i cani che fanno la pipì, i bambini con lo zaino al ritorno da scuola, mi manca tutto questo per continuare ad avere qualcosa da dire. Sono una guardona! Sì sì, lo ammetto, mi siedo qui a questo tavolino, sorseggiando il mio cappuccino e spio il mondo. Osservo la gente entrare ed uscire dalla farmacia qui di fronte, i padroni con i propri cagnolini nel parco alla mia destra, la gente che mi passa accanto; da come camminano le persone si possono capire moltissime cose. Mi creo tantissime storie, è un gioco che ho sempre fatto in modo spontaneo. Le persone che at...

Su una corda sospesa a mezz'aria...

https://www.youtube.com/watch?v=5pFEKVhmjnY Quando ero piccola sapevo perfettamente cosa volevo fare e cosa volevo essere. E avevo quella convinzione e quella testardaggine che riesci ad avere soltanto quando chiudi gli occhi e cominci ad immaginare. Ero briosa, iperattiva, mi sembrava tutto bello anche nei momenti un po’ più tristi, perché alla fine io avevo la musica e bastava mettere una cassetta (anni ’90!) e cantare a squarciagola, oppure ballare sul letto o fare finta di essere qualcos’altro e qualcun altro, perché tutto fosse super colorato! Il mondo mi sembrava così semplice, che non capivo perché uno dovesse farsi il problema di non raggiungere i propri obiettivi. “Se lo vuoi fare, lo fai”, pensavo, facile! Diciamo che quella convinzione me la sono portata dietro anche crescendo, tutt’ora spesso ci credo. Non sempre… crescendo gli occhi li devi aprire molto più spesso e il tempo per chiuderli ed immaginare diminuisce, ma riesco sempre a ricavarmelo un pochino, e quando poi g...

Lotta alla sopravvivenza

Roma è una giungla. E’ un marasma, una lotta alla sopravvivenza, a gomitate e calci, un agglomerato de confusione e di disorganizzazione.  Mi devo sfogare ragazzi! In questo mese mi capita spesso di essere a contatto con roba burocratica, pratiche di cambio residenza, municipio e comune (che se mettessero d’accordo fra loro prima o poi!), volture delle utenze in casa nuova, raccomandate per la wind (perché la dovevano fa’ complicata pure loro)… insomma, mi tocca sbrigare parecchi impicci per poi stare in pace (chissà se mai accadrà). Fatto sta che quello che in qualsiasi altro comune ti fa perdere una giornata, a Roma è una guerra lunga mesi… La mia avventura al Municipio di qualche giorno fa, ne è stata l’ennesima prova. Devo cambiare residenza! DEVO. Non è un optional, non lo faccio perché ho ‘sta particolare voglia di compilare moduli incomprensibili e farmi due chiacchiere con la signora del punto Info. Ma a Roma, nel mio municipio in particolare, questa cosa non è ch...

Sveglia!

Se mi chiedessero se sono felice, probabilmente direi di sì, perché in buona parte sarebbe vero. Sono felice di ciò che ho, di quello che mi sono guadagnata e di come sono arrivata a questa fase della mia vita. Sono felice di tutto quello che ho vissuto, sono felice perché ho dei ricordi immensamente belli, ho passato dei periodi stupendi, sono felice perché tutto questo non è affatto scontato. Basta guardarsi intorno appena, per rendersi conto di come essersi potuti costruire dei ricordi felici, non sia scontato. A volte quando mi lamento di ciò che non ho o di ciò che vorrei, o addirittura quando mi lamento di quello che ho, succede che subito dopo mi sento stupida. Con questo non voglio dire neanche che sia giusto non lamentarsi mai, “ognuno ha le sue”, ognuno ha qualcosa per cui lamentarsi, o per cui piangere, arrabbiarsi, di cui non essere soddisfatto, certo. Ma succede molto, forse troppo, spesso, di provare frustrazione per qualcosa di molto effimero. Lo so, lo so, ciò che è...

Talenti (molto) nascosti!

Ho scoperto di saper cucinare circa 3 anni fa, o poco meno. C’era ‘sta probabilità nell’aria che me la sapessi cavare, visto che nella mia famiglia (compresa mamma, devo dirlo) sono tutte grandi cuoche, ma dalla vaga probabilità ai fatti, devo dire, non ho deluso le aspettative. Io mi ero autoconvinta che forse era meglio lasciar perdere da quando all’età di 10 anni ho fatto sto sughetto doc annaffiato al vino rosso per fare una sorpresa a mamma. Praticamente: un litro de vino e un po’ di passata di pomodoro, cotto il tutto a malapena 10 minuti e versato sulla pasta un po’ avanti di cottura, giusto di 20 minuti. Quando mia madre ha provato a mangiare (per amore proprio, core de mamma!) questa mia creazione tra singhiozzi e conati di vomito, ho capito che qualcosa non andava. Questa scoperta che il sugo non diventava rosso scuro col vino, ma con un’attenta e lunga cottura, mi deve avere scioccata, perché da lì ho represso i miei istinti culinari, sì una pasta col tonno ogni tanto pe...

"I sogni son desideri di Felicità"

Io ci provo… sì, sono una di quelle persone che ci prova, nonostante tutto, contro tutto e tutti, pure prendendo un sacco di porte in faccia (ahimè, ce tocca a tutti), io ci provo ad inseguire i miei sogni. Ci provo ad andare incontro a ciò che realmente voglio, ad arrivarci, abbracciarlo e dirgli “te prego, ho fatto tutta sta fatica, non mi sfuggire di mano”! Tra crisi esistenziali, crisi isteriche, momenti di euforia, gioie inestimabili, e perdite di cognizione spazio-temporale… io ce provo. Sono di quelle persone convinte che la volontà e la “cazzimma” fanno già metà dell’opera, poi magari ci devi aggiungere pure un pizzico di talento, un paio di dosi di impegno e tanto tanto lavoro, ma intanto già partendo con lo spirito giusto, quella spinta di inarrestabilità, il vento sarà dalla tua parte (oggi ho la vena poetica in fase banalità, perdonatemela!). “I sogni son desideri di felicità”, ci disse la cara vecchia Cenerentola, e quella di problemi ne ha avuti diciamo, tra mezze sor...