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Su una corda sospesa a mezz'aria...

https://www.youtube.com/watch?v=5pFEKVhmjnY
Quando ero piccola sapevo perfettamente cosa volevo fare e cosa volevo essere. E avevo quella convinzione e quella testardaggine che riesci ad avere soltanto quando chiudi gli occhi e cominci ad immaginare. Ero briosa, iperattiva, mi sembrava tutto bello anche nei momenti un po’ più tristi, perché alla fine io avevo la musica e bastava mettere una cassetta (anni ’90!) e cantare a squarciagola, oppure ballare sul letto o fare finta di essere qualcos’altro e qualcun altro, perché tutto fosse super colorato! Il mondo mi sembrava così semplice, che non capivo perché uno dovesse farsi il problema di non raggiungere i propri obiettivi. “Se lo vuoi fare, lo fai”, pensavo, facile! Diciamo che quella convinzione me la sono portata dietro anche crescendo, tutt’ora spesso ci credo. Non sempre… crescendo gli occhi li devi aprire molto più spesso e il tempo per chiuderli ed immaginare diminuisce, ma riesco sempre a ricavarmelo un pochino, e quando poi gli occhi li riapro mi sento più forte, più coraggiosa, con più “fede” in me e in quello che mi circonda. Anche ora
spesso mi basta mettere su un disco, o le cuffie nelle orecchie e cantare come se fossi una rock star, perché tutto diventi facile. Mi sento esplodere di energia in quei momenti, l’energia data dalla convinzione che finchè potrò ballare sul letto o recitare di essere altro, avrò sempre un mio spazio di felicità senza condizioni.
Alla fine quello che da bambina era un gioco, è diventato la mia vita. Ho scelto che diventasse la mia vita e la mia realtà. Mi ci sono buttata con tutta me stessa, sicura che non è il lavoro che nobilita l’uomo, ma l’uomo che nobilita e dà valore e senso al lavoro che fa, a ciò in cui da se stesso giornalmente. E io volevo fare un lavoro in cui poter mettere sempre me, dandogli valore ogni giorno. Non potevo fare qualsiasi cosa, non sono brava in tante cose, ma soprattutto se una cosa non mi dona soddisfazione, se non mi regala un po’ di brivido… non riesco a metterci il 100%. Non avrei potuto scegliere una facoltà solo perché “sicura” e darmi totalmente a quello per il resto della vita. Mi sarei annoiata e avrei dato sempre il minimo indispensabile. Non me lo potevo permettere. Perciò, ho fatto esattamente quello che volevo fare, quello che mi faceva brillare gli occhi, battere il cuore, che mi faceva felicemente sudare, anche arrabbiare, anche piangere, ma che sicuramente non mi ha mai annoiata. Ho studiato musica, canto, ho studiato recitazione, ho studiato danza e poi dopo il liceo (e dopo una parentesi all’università che ha confermato le mie certezze), mi sono iscritta ad un’Accademia di Musical. Cantavo, ballavo e recitavo. Lo avevo fatto (come molti eh, fossi l’unica lavorerei di più!), avevo scelto la strada che mi rendeva felice piuttosto che la strada più facile. Inutile dire che i tre anni in Accademia sono stati meravigliosi. Una linfa che mi dava vita ogni giorno, attraverso me , i miei colleghi, i nostri insegnanti. Quando ti senti nel posto giusto…
Forse solo conclusa l’Accademia mi sono resa conto di quanto sia realmente difficile farsi strada, trovare un pezzetto di mondo che sia il proprio posto in quel momento. A volte ci si riesce, a volte no. Nessuna sicurezza, è questa la verità, nessuna certezza. A volte si ha la sensazione di non avere terra sotto i piedi, a volte invece ci si sente invincibili, è un su e giù continuo. Non so se ad un certo punto si trova un equilibrio in questa instabilità, ancora devo scoprirlo. Ma per ora questo camminare su una corda, sospesi in aria, è la mia vita… e mi piace. Nonostante tutto, mi piace e questo mi dà ancora, di nuovo, come è sempre stato fin da piccola, la certezza che ho fatto la scelta giusta! Se dovessi cadere da quella corda sospesa a mezz’aria, ci risalirei di corsa, senza dubbi, con qualche paura sì, ma senza dubbi.
“Superare i miei limiti”, mi è stato ripetuto dai miei insegnati più cari tante volte. E’ diventato il mio mantra e cerco di metterlo in pratica giornalmente. Superare i miei limiti…

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